L’infermiere di Emergenza-Urgenza nelle Grandi Opere

ISSUE 03 | VOL 05 | Y. 2023

LETTER TO THE EDITOR

ISSN 2674-0028

TITOLO: L’infermiere di Emergenza-Urgenza nelle Grandi Opere

Autore: Cosimo Savelli, infermiere;

Foto credits: Fiammeblu.it

L’infermiere è una figura professionale molto versatile all’interno del mondo del lavoro e la stessa professione infermieristica rappresenta un raro caso di figura estremamente trasversale negli ambiti di vita quotidiana, dalla scuola ai servizi di emergenza, passando per le forze armate e le strutture circondariali. In ognuno di questi ambiti è sempre presente un infermiere, che ha ruoli di assistenza diversi in base alla popolazione. Non sfugge a questa lista l’ambito delle Grandi Opere.

L’ambito lavorativo sanitario nelle grandi opere

Si definiscono “Grandi Opere” quelle opere edili o di ingegneria civile di particolare complessità organizzativa facenti capo ad un unico progetto, la cui realizzazione avviene attraverso più cantieri organicamente connessi e coordinati da un unico Committente. Tali cantieri sono particolarmente estesi o hanno un’elevata complessità logistica, dettata da condizioni di lavoro in luoghi impervi ed ostili, pertanto, secondo le linee guida per il Coordinamento della sicurezza nella realizzazione delle Grandi Opere, è necessaria la presenza di mezzi di soccorso e punti di primo soccorso sanitario all’interno delle aree di cantiere.

Molti sono gli esempi di grandi opere attualmente in corso in Italia, come la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi o il rinnovamento del tratto fiorentino della A1, in cui è in corso la costruzione di nuove tratte a tre corsie. Tali opere nascondono al loro interno il lavoro di migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, che si occupano di ciò che ruota intorno alla struttura da costruire, a partire dalla progettazione fino all’inaugurazione definitiva della struttura. Ne consegue che all’interno dei campi base si possano incontrare tutti quei servizi che caratterizzano un vero e proprio paese, che conta spesso centinaia di abitanti all’interno degli alloggi.

Chi è l’infermiere di emergenza-urgenza delle Grandi Opere

L’infermiere delle Grandi Opere ha un doppio ruolo in questo settore: funge da infermiere di famiglia del cantiere e da servizio di emergenza territoriale interno. Essendo una comunità che vive e ruota intorno al campo base anche per molti mesi all’anno, l’infermiere svolge tutte quelle prestazioni sanitarie di carattere ordinario (misurazione dei parametri vitali, somministrazione di farmaci su prescrizione medica, educazione sanitaria etc.) che gli assistiti richiedono quotidianamente. Dall’altra parte, l’infermiere rappresenta l’anello di congiunzione tra il servizio di emergenza territoriale esterno e il mondo del cantiere, poiché possiede la conoscenza dei luoghi di intervento e dei punti di chiamata, oltre ad avere strumentazione aggiuntiva non presente sui mezzi di emergenza ordinari. 

Il servizio di emergenza-urgenza interno e le dotazioni tecniche

Il servizio di emergenza sanitaria interno è generalmente organizzato in una struttura che ricalca in scala il funzionamento di una centrale operativa 118, denominato Coordinamento Interno dei Soccorsi (C.I.S.), che raccoglie le chiamate di soccorso e le smista alle infermerie di competenza. Tale funzione può essere svolta direttamente dalla C.O. 118 di competenza o da un operatore tecnico interno al cantiere. La chiamata di soccorso al 112 o al numero interno di emergenza viene localizzata tramite il codice del punto di chiamata (non sempre è funzionante la telefonia mobile), un codice univoco per ogni area di cantiere, in base alle caratteristiche della località dell’infortunio o del malore occorso. A questo punto, il C.I.S. allerta l’infermiere dell’infermeria territoriale, che sale sul mezzo di soccorso e si dirige sull’obiettivo. Chiaramente, per fare soccorso in ambiente impervio, è fondamentale avere mezzi all’altezza del compito: un normale furgone non sarebbe adatto a tale ruolo. 

I mezzi di soccorso sono sempre veicoli con caratteristiche fuoristrada, per diffusione svetta sicuramente il Land Rover Defender, riadattato ad ambulanza dagli allestitori in maniera da massimizzare la capacità di estrazione dal sito dell’infortunio. Altri veicoli presenti nelle realtà di cantiere sono il Jeep Wrangler e il Mercedes-Benz Sprinter 4×4, in configurazione a passo corto e tetto basso, per minimizzare gli ingombri esterni. In determinate gallerie, definite a rischio ATEX (atmosfera esplosiva), si impiegano mezzi antideflagranti, con una dotazione di soccorso ridotta al minimo. Esistono anche mezzi di soccorso bimodali, ossia dotati di pneumatici e ruote per ferrovia, utilizzati nei cantieri ferroviari in cui la sede non è più carrabile, ma dotata di rotaie.

Interno di mezzo destinato alle maxi-emergenze per ambienti ATEX

Uscire dal cantiere presto, ma stabilizzando bene

L’ambulanza del cantiere non è pensata per essere il mezzo definitivo per il ricovero in ospedale, a tal proposito la dotazione è semplice e pensata per essere gestita da un unico operatore. È l’infermiere stesso che conduce il veicolo nel viaggio di andata, perciò è imprescindibile la conoscenza del territorio e della viabilità interna ed esterna al cantiere, spesso non asfaltata e piena di fango o rocce. All’interno del veicolo è presente una dotazione di soccorso da ambulanza infermieristica: monitor defibrillatore, materiale per la gestione del trauma (collari, steccobende, ked, toboga, tavola spinale e cucchiaio), bombole dell’ossigeno e zaino per la rianimazione. I farmaci sono presenti, ma la composizione del set varia in base ai protocolli interni del cantiere. Non tutte le infermerie sono dotate di mezzo di soccorso, dato che alcune di queste possono trovarsi anche all’interno delle frese utilizzate per scavare le gallerie. 

Le capacità tecnico-operative necessarie e le modalità operative

La sicurezza dello scenario è un concetto fondamentale del soccorso, soprattutto in un ambiente complesso come quello delle grandi opere. È obbligatorio ed imprescindibile per l’infermiere l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale di tutte e tre le categorie, dai guanti da lavoro all’imbraco anticaduta, in base allo scenario in cui si muove. Il caschetto diventa un compagno prezioso di lavoro, fondamentale per muoversi in sicurezza in aree strette o in luoghi in cui potrebbero cadere oggetti. Anche la guida che deve adottare l’infermiere deve essere estremamente prudente, sia in sopralluogo che durante un soccorso, perché si ha a che fare con mezzi d’opera che non si fermano nello stesso spazio di un’utilitaria. Umidità, caldo e freddo estremi, terra e fango saranno sempre presenti, accompagnati occasionalmente da rischi specifici di determinati scenari (amianto, metano).

Infermiere: riferimento sul posto, in team con gli operai specializzati

A tal proposito, abbiamo già detto che l’infermiere, in questo setting, esegue le attività sanitarie da solo, ma ciò è vero in parte: questa è la figura di riferimento, ma non è certo l’unica persona presente all’interno del cantiere. Il ruolo di assistenza all’infermiere spetta agli operai stessi, difatti l’infermiere esegue le valutazioni sanitarie, decide il trattamento e la metodologia di trasporto, dopodiché collabora con gli operai nelle operazioni di recupero ed evacuazione della vittima dal sito dell’infortunio. Tra gli operai sono presenti i “sicuristi”, ovvero gli addetti al primo soccorso, che svolgono il ruolo di coordinamento nelle squadre di operai durante gli eventi avversi e si rapportano con l’infermiere per decidere la strategia di evacuazione. In base agli eventi, gli operai assistono l’infermiere eseguendo le manovre di immobilizzazione del paziente e spostando fisicamente l’infortunato, sia a mano che tramite macchine operatrici. Se necessario, un operaio può uscire a prelevare la squadra del mezzo di soccorso territoriale per condurla sul sito dell’infortunio o addirittura condurre l’ambulanza interna del cantiere, qualora l’infermiere avesse la necessità di eseguire delle manovre sul paziente. 

In ogni caso, l’infermiere deve prediligere un approccio di tipo scoop and run, sia per i motivi di sicurezza dello scenario, sia perché è l’unica persona con un addestramento per l’emergenza sanitaria all’interno del cantiere (ALS, PTC avanzato etc.), che non può certamente realizzare a pieno in solitaria.

Non sempre è sufficiente la presenza dell’infermiere per poter erogare un’intensità di cura adeguata alla situazione dell’assistito o per garantire un’evacuazione in sicurezza della persona: a tal proposito è fondamentale il ruolo del C.I.S. che, contattato dall’infermiere giunto sul posto, richiede l’intervento di ulteriori forze. In caso di instabilità della condizione clinica, l’equipaggio del territorio può essere accompagnato dal personale di cantiere sul sito dell’evento, ciò accade tipicamente in quelle situazioni che necessitano di un supporto sanitario avanzato (automedica, elisoccorso o ambulanza infermieristica della C.O. 118).

Il ruolo centrale dei Vigili del Fuoco

L’altro supporto fondamentale, specie nelle gallerie, è quello offerto dal soccorso tecnico dei vigili del fuoco, anche perché le attrezzature di recupero in galleria sono piuttosto limitate e di certo non attuabili da un solo operatore, peraltro specializzato in altri settori. L’apporto delle forze dell’ordine è limitato a rari casi, ovvero incidenti della circolazione in tratte stradali in esercizio, ritrovamento di ordigni bellici ed eventi avversi gravi, anche perché tendenzialmente l’area di cantiere non ha particolari problemi di ordine pubblico (a tal proposito, cantieri come quelli della TAV Torino-Lione rappresentano un caso particolare). 

Conclusioni

Nonostante siano interventi di soccorso alquanto complessi, la maggior parte del lavoro si svolge in infermeria, dove quasi tutti gli abitanti dei campi base si rivolgono in caso di necessità, tant’è che gli interventi effettuati direttamente sul luogo di lavoro sono una percentuale estremamente minoritaria. Grazie alla figura infermieristica, anche in questo ambito così peculiare, si riesce ad ottenere un’assistenza sanitaria fruibile anche a coloro che, per costruire l’Italia che verrà, si trovano molto lontani da casa.

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