L’esperienza 118 Cycle Responder Unit Bologna

VOL.2 | ISSUE 03 | ANNO 2022

DOI ON ASSIGNMENT

ISSN 2674-0028

TITOLO: L’esperienza 118 Cycle Responder Unit Bologna

Autori: J.Masina, A.Santostefano, A.Franceschini, D.Celin: U.O. Centrale Operativa 118 Emilia Est, AUSL Bologna Ospedale Maggiore;

Introduzione

Dal 1990 le biciclette sono utilizzate come mezzo di soccorso sanitario, organizzazioni di emergenza come la London Ambulance Service gestiscono il soccorso su due ruote rispondendo a 17000 chiamate l’anno con tempi medi di arrivo sul target dalla chiamata di sei minuti. Gli interventi vengono svolti solitamente in aree congestionate e con maxi afflusso di persone come il West End, l’aeroporto di Heathrow, Kingston town center, il centro di Londra e St Pancras. Inviate congiuntamente ad un mezzo su quattro ruote risolvono oltre il 50% degli eventi sul posto evitando l’ospedalizzazione e percorrendo in un turno di lavoro di 10-12 ore circa 30 km.

Nel 2017 la flotta dei mezzi di emergenza del 118 di Bologna è stata dotata di due e-bike, le bicilette elettriche sono adibite al soccorso durante eventi di massa, manifestazione sportive e ambiti urbani pedonalizzati ad alto afflusso. I mezzi sono dotati di dispositivi acustici, come la sirena ed un allarme a bassa frequenza per segnalare la posizione in ambienti affollati unitamente a dispositivi supplementari di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu. L’equipaggio è composto da due infermieri o da infermiere ed autista/soccorritore in base alla capacità assistenziale richiesta.

I caschi in dotazione utilizzano la tecnologia bluetooth, attraverso l’autoparlante e microfono integrato i due professionisti possono comunicare tra loro e rimanere in contatto radio con la Centrale Operativa del 118.

La dotazione sanitaria è inserita in un apposito zaino nel portapacchi ed è composta da defibrillatore, materiale per la gestione delle vie aeree, farmaci e attrezzatura varia per il primo soccorso.

L’utilizzo delle e-bike è stato inaugurato con la visita del Santo Padre nell’autunno del 2017 e si è dimostrato fin da subito estremamente versatile integrandosi col lavoro dei mezzi già presenti sul territorio riducendo in modo significativo l’arrivo sul target, diminuendo quindi il tempo libero da terapia.

L’accesso all’attività CRU (Cycle Responder Unit) è regolamentato da una formazione strutturata e approvata a livello aziendale che riguarda la conoscenza del mezzo in tutte le sue componenti, il suo utilizzo e la viabilità cittadina.

Le ebike CPR del 118 di Bologna nella foto di Mike Cipriotti

I formatori CRU devono fornire ai discenti competenze e conoscenze per la gestione delle e-bike. Durante la formazione vengono eseguite prove su terreno off-road percorrendo sentieri con pendenze medie, strade sterrate sconnesse e percorsi che possono presentare ostacoli naturali.

Durante il corso E-Bike vengono effettuati test valutativi sulle competenze di guida del mezzo (percorso definito attraverso circuiti con birilli in ambito stradale dedicato), contestualmente vengono valutate le conoscenze relative alla viabilità (conoscenza centro storico, percorsi pedonali e ciclabili cittadini). Le due fasi prevedono una valutazione da parte dei docenti al fine del conseguimento della qualifica. La fase successiva della formazione si conclude on work con un turno dedicato nella viabilità del centro cittadino di Bologna con attivazione in caso di necessità.

Durante le uscite formative, le e-bike sono intervenute su arresti cardiaci in strada anticipando considerevolmente le manovre di rianimazione cardio polmonare ed utilizzo del defibrillatore nell’attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso.

Altri servizi espletati dal CRU sia in fase addestrativa che operativa (sorveglianza ad eventi di massa) hanno riguardato sia malori che traumi stradali risultando sempre vincente in termini di tempestività nel raggiungimento del target.

CASE REPORT

22 febbraio 2020, alle ore 13:48 la Centrale Operativa 118 Emilia Est (Bologna) risponde ad una richiesta di soccorso per un uomo non cosciente e che non respira nei pressi dello stadio Dall’Ara di Bologna dove era in corso un evento sportivo calcistico Bologna-Udinese. Il malore è segnalato in una via limitrofa allo stadio il cui traffico è stato bloccato per l’evento. Viene creata un’emergenza e contestualmente vengono assegnati un’ambulanza (BLSD), un’automedica (ALS) unitamente alle due e-bike in assistenza all’evento.

L’equipaggio e-bike è composto da due infermieri che sopraggiungono per primi sull’evento (1 minuto dall’attivazione), riconoscendo il paziente in arresto cardiaco iniziano immediatamente le manovre rianimatorie e defibrillano precocemente l’uomo ristabilendo un ritmo sinusale.  Sopraggiunge anche l’ambulanza BLS e l’automedica arriva sul posto in 10 minuti. Alle 14:15 il paziente in ROSC (arresto cardiaco ripreso) viene centralizzato all’ospedale Maggiore di Bologna in codice di massima gravità.

Il paziente, un uomo di 65 anni viene dimesso dopo 2 giorni di ricovero dalla rianimazione, viene trasferito in UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica) e successivamente accolto in cardiologia dalla quale viene dimesso a domicilio qualche giorno dopo.

La diagnosi è di arresto cardiaco ripreso in paziente con infarto esteso; occlusione della coronaria destra nella sezione distale, trattato all’ingresso con PTCA. Nelle prime fasi dell’arresto il paziente è stato defibrillato dalle e-bike tre volte con ritmo di esordio di FV rientrato in ritmo sinusale dopo 12 minuti di rianimazione.Dal punto di vista neurologico, il paziente non ha riportato alcun danno o deficit, ricordando al risveglio anche l’accaduto che ha preceduto il malore. 

CONCLUSIONI

Le e-bike dimostrano di essere una strategica integrazione ai mezzi di soccorso presenti sul territorio anticipando il tempo libero da terapia in luoghi difficilmente raggiungibili, su viabilità ordinaria, pedonale e in presenza di maxi afflusso di persone. Il rapido intervento permette un precoce trattamento nelle patologie tempo dipendenti, riducendo, come nel caso citato, il tempo nell’applicazione delle manovre salvavita e aumentando le probabilità di out come favorevole.

BIBLIOGRAFIA

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