Intossicazione da funghi: un approccio infermieristico al paziente

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VOL. 04 | ISSUE 02 | Y. 2024

DOI: NON ELIGIBLE

ISSN 2674-0028

A cura di: dott. Mirko Pistacchi, Infermiere sc. in Area Critica

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INTRODUZIONE

In Italia il 90 % dei casi di intossicazione da funghi si verifica nel trimestre settembre–novembre, cioè nei mesi in cui la raccolta di questi prodotti è più frequente.

La distinzione in fase di raccolta tra funghi commestibili e tossici implica la conoscenza delle varie specie, in particolare di quelle velenose. Solo l’identificazione fatta da micologi esperti può dare certezza sulla loro commestibilità. Tutti i funghi possono essere pericolosi, anche quelli considerati commestibili, se ingeriti in grande quantità o non consumati correttamente.

Sono detti commestibili tutti i funghi che possono essere consumati cotti senza causare alcun tipo di danno. Per pochissime specie è possibile anche il consumo degli esemplari crudi. 

Si usa invece il termine non commestibile per quei funghi che a causa di caratteristiche organolettiche o di sgradevole consistenza non sono appetibili dal punto di vista alimentare. 

I funghi detti tossici invece, possono causare diversi tipi di complicanze e alcuni di essi sono addirittura letali per il consumatore. La letalità, infatti, è determinata dal tipo di tossine presenti e non solo dalla quantità di fungo ingerita: ci sono tossine che causano sindromi generalmente lievi e altre che invece hanno un decorso infausto. Sulla base della comparsa dei sintomi, si possono distinguere due tipi di sindromi: a breve e a lunga latenza, quest’ultime rappresentano le più gravi.

LE PRINCIPALI INTOSSICAZIONI: SEGNI E SINTOMI

Nelle sindromi a breve latenza, i sintomi generalmente compaiono circa tra i 30 minuti e le 6 ore dall’ingestione. Le manifestazioni più comuni sono:

  • Sindrome gastrointestinale: è la più frequente, causata generalmente da funghi non commestibili e/o commestibili consumati non correttamente; è caratterizzata da nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, segni di disidratazione e disionie.
  • Sindrome panterinica: causata principalmente dal consumo di Amanita Panterina; è caratterizzata da sonnolenza, agitazione, disorientamento, alterazione dello stato di coscienza e convulsioni. 
  • Sindrome muscarinica: causata principalmente da Amanita Muscaria;caratterizzata da sudorazione, cefalea, lacrimazione, ipotensione, bradicardia e difficoltà respiratoria.
  • Sindrome psicotropa: causata da funghi contenenti molecole simili a LSD, responsabili sono le specie Psilocybe, Panaeolus e Stropharia; si manifesta con allucinazioni, disturbi della percezione dei colori, delle forme, uditivi e spazio-temporali; disorientamento, agitazione e aggressività.
  • Sindrome coprinica: responsabile è il Coprinus atramentarius e si manifesta in associazione con alcoolici; caratterizzata da vasodilatazione cutanea, cefalea, agitazione e ipotensione.
  • Sindrome nefrotossica: causata dall’ingestione di Amanita Proxima; la sintomatologia può essere caratterizzata da disturbi gastrointestinali, progredendo verso un danno renale acuto.

Nelle sindromi a lunga latenza, generalmente, i sintomi compaiono in un lasso di tempo che va dalle 6 alle 20 ore dopo l’ingestione, determinando un rischio elevato per la sopravvivenza del paziente.  

  • Sindrome falloidea: potenzialmente mortale, causata dall’ingestione di Amanita Phalloides; la tossicità è legata alla presenza di amatossine e sono sufficienti pochi grammi nel determinare gravi intossicazioni. La sintomatologia può variare, da persistenti episodi di vomito e diarrea che portano rapidamente a gravi stati di disidratazione con squilibri idroelettrolitici e danno epatico grave. 
  • Sindrome orellanica: responsabile sono i generi di Cortinarius Orellanus e Speciosissimus; può essere in una prima fase asintomatica, successivamente possono presentarsi disturbi gastrointestinali, a circa 36 ore dall’ingestione, talvolta con intervalli di giorni possano comparire dolori muscolari, in particolare lombari, brividi, cefalea, inappetenza, sapore metallico in bocca ed infine danno renale acuto.
  • Sindrome giromitrica: si caratterizza per la comparsa di sonnolenza, contratture muscolari, anemia emolitica, dopo ingestioni ripetute e di notevole quantità di Gyromitra Esculenta. In seguito all’anemia emolitica e alle contratture muscolari si manifesta danno epatorenale.

La contemporanea ingestione di diverse specie di funghi può comportare la presenza di manifestazioni cliniche miste e un’insorgenza a breve latenza può mascherare una pericolosa intossicazione che si manifesterà a lunga latenza.

RECENTI FATTI DI CRONACA.

16/11/2023 Treviso: intossicazione da funghi, ricoverati per grave insufficienza epatica; i micologi hanno identificato il consumo della specie Lepiota.

15/11/2023 Imperia: intossicazione da funghi, ricoverati; i micologi hanno identificato il consumo della specie Lepiota.

21/11/2023 Isola d’Elba: famiglia intossicata dopo risotto ai funghi; nel mix, i micologi hanno identificato il consumo della Amanita Phalloide.

08/09/2023 Australia: intossicazione da funghi; morte tre persone ed una in gravi condizioni dopo il consumo di Amanita Phalloide.

10/11/2023 Genova: intossicazione da funghi, ricovero in rianimazione; i micologi hanno identificato il consumo della specie Lepiota.

Questi sono solo alcuni fatti di cronaca recenti. Ogni anno ai CAV (Centro Antiveleni) giungono migliaia di richieste di consulenza per intossicazioni da funghi.

LA VALUTAZIONE DI TRIAGE IN EXTRA ED INTRAOSPEDALIERO.

Gli accessi ai D.E.A. per intossicazioni acute da funghi sono frequenti ed è molto importante che il professionista sia in grado di identificarle e valutare correttamente il paziente, considerando il possibile rischio evolutivo. 

La manifestazione dei sintomi può essere locale e/o sistemica, a comparsa immediata o tardiva. Possono essere interessate più persone contemporaneamente; nel caso di gravidanza bisogna considerare il potenziale danno per il feto.

Approccio al paziente intossicato – valutazione primaria 

Valuta il paziente mediante l’utilizzo dell’acronimo A.B.C.D.E volto all’individuazione di criteri clinici di gravità.

Il paziente è cosciente?

  • A-Airways: valutazione delle vie aeree.
  • B-Breathing: valutazione del respiro e rilevazione di SPO2 e frequenza respiratoria.
  • C-Circulation: valutazione dell’emodinamica, rilevazione della pressione arteriosa, tempo di riempimento capillare ed esecuzione ECG.
  • D-Disability: valutazione dello stato di neurologico, rilevando A.V.P.U./G.C.S. e glicemia.
  • E-Exposure: esposizione e controllo ambientale; svestire completamente in paziente, ma prevenire l’ipotermia.

Approccio al paziente intossicato – valutazione secondaria


Effettuare una raccolta dati mirata, un’attenta raccolta dei dati anamnestici si attiva attraverso una attenta e dettagliata intervista alla vittima, ai soccorritori e a coloro che hanno potuto cogliere importanti dati circostanziali. Essa è fondamentale, non solo per il corretto inquadramento del paziente, ma anche per raccogliere importanti informazioni da fornire al personale sanitario e di conseguenza al Centro Antiveleni (CAV) al fine di una corretta diagnosi e trattamento.

La raccolta mirata si articola nel raccogliere le seguenti informazioni:

  • Luogo dell’evento 
  • Circostanze  
  • Tipo e quantità assunta
  • Modalità e insorgenza dei sintomi 
  • Tempo trascorso fra il contatto e l’inizio dei sintomi, e fra contatto e arrivo in PS 
  • Assunzione contemporanea di più specie 
  • Presenza di altri intossicati o al momento asintomatici 
  • Storia clinica e terapia eventualmente assunta, eventuale associazione ad alcolici. 
  • Azioni adottate dopo il contatto
  • Necessario è portare insieme al paziente le specie consumate anche se già sottoposte a cottura e se presenti nel vomito conservarlo: queste sono informazioni preziose per il micologo, che sulla base degli elementi effettuerà il riconoscimento e la determinazione della pericolosità della specie

La valutazione secondaria è correlata a un esame testa piedi e alla raccolta di dati mediante l’acronimo S.A.M.P.L.E:

  • S-Segni e sintomi
  • A-Allergie
  • M-Farmaci
  • P-Patologie
  • L-Ultimo pasto
  • E-Evento scatenante

Le intossicazioni da funghi rientrano nelle sostanze ad elevata criticità e dall’alto potenziale di rischio evolutivo: fino a dimostrazione contraria i pazienti vanno considerati come tali anche se asintomatici.

La valutazione di Triage intraospedaliera, come da linee guida del Gruppo Formazione Triage (GFT) del 2019, anche in assenza di criteri di attribuzione del codice rosso, come la compromissione dell’A.B.C.D. con, ad esempio, segni di ostruzione delle vie aeree, dispnea, stato di shock, alterazioni dello stato di coscienza, alterazioni dei parametri vitali e sintomatologia anche lieve, richiede l’assegnazione di codice rosso. Negli altri casi è comunque prevista l’attribuzione di un codice arancione, anche se il paziente è in apparente stato di benessere in quanto i funghi sono classificati come sostanze ad alto rischio. Non è prudente e previsto dalle linee guida del GFT l’attribuzione di un codice inferiore.

Parametri vitali per l’attribuzione codice di priorità alta criticità in Emilia-Romagna

Valutazione rosso, accesso immediato:

  • A- Vie aeree Ostruite
  • B- SpO2 ≤90% FR-atti/min <10
  • C- FC b/min ≤40
  • D- GCS ≤9

Valutazione arancione, accesso entro 15 minuti:

  • B- <92% 
  • FR-atti/min ≥30
  • C- FC b/min >130
  • PAS mmHg >220 o < 90 con sintomi PAD mmHg >130 con sintomi
  • D GCS ≤13
  • E DOLORE (scala) Dolore severo: 8-10 (se non trattabile o refrattario)

La valutazione extraospedaliera non deve discostare da quella intraospedaliera predicendo l’attribuzione del codice 3 (rosso extraospedaliero) per le alterazioni della A.B.C.D. e dei parametri vitali sopra riportati e per l’attribuzione di un codice 2 (giallo extraospedaliero) negli altri casi.

MATERIALI E METODI

Mediante revisione della letteratura effettuata, utilizzando delle apposite stringhe di ricerca di seguito elencate, è stata eseguita un’analisi dei principali articoli contenenti le informazioni essenziali volte a rispondere al quesito di ricerca precedentemente espresso. P.I.C.O. (Tab. 1).

PIntossicazione da funghi
ISpecie responsabile ed ipotetica valutazione di Triage
C/
OOutcome del paziente

Per effettuare la ricerca sono stati ricercati e selezionati dei case report di letteratura nazionale ed internazionale con una ricerca libera su Google. La frase utilizzata è stata “Case report AND mushroom poisoning” e gli articoli presi in considerazione contengono: la sintomatologia presentata in Pronto Soccorso, la specie responsabile dell’intossicazione e l’esito del paziente (Tab. 2).

Successivamente la ricerca è stata svolta su PubMed utilizzando la stringa di ricerca “case report AND mushroom poisoning”. Gli articoli presi in considerazione sono compresi tra il 2014 ed il 2024 e contengono: la sintomatologia presentata in Pronto Soccorso, la specie responsabile dell’intossicazione e l’esito del paziente. 

La ricerca ha prodotto 122 articoli di cui sono stati selezionati 3 (Tab. 3).

RISULTATI

Nelle tabelle sottostanti si riportano i risultati della ricerca.

Le parole chiave, libere e mesh, utilizzate sono state: “case report AND mushroom poisoning”. 

La consultazione libera su Google, inserendo le parole chiave, libere e Mesh, con le citate stringhe di ricerca, ha portato ai risultati come di seguito riportate:

Tab. 2

FonteTitoloCasoConclusioni

https://giornaleitalianodinefrologia.it/en/2023/06/40-03-2023-06/
Danno renale acuto causato dai funghi: un caso clinico di ingestione di Amanita Echinocephala Lorenzo D’Elia 1, Luciano Cencioni 1 , Paola Vittoria Santirosi 2 1 UOS Nefrologia e dialisi Ospedale “Santa Maria della Stella” Usl Umbria 2 Orvieto (TR)
2 UOC Nefrologia e dialisi Ospedale “San Giovanni Battista” Usl Umbria 2 Foligno (PG)

Accesso in PS per ingestione di funghi, la comparsa dei sintomi è avvenuta circa dieci ore dopo l’ingestione, vengono riferiti i seguenti sintomi: nausea, astenia profonda, alvo diarroico da circa quattro giorni, mialgie diffuse e dolore in sede retrosternale e comparsa di oliguria 48 ore prima dell’accesso.  L’analisi micologica del fungo ha confermato che si trattava di una Amanita e nello specifico dell’echinocephala che come l’amanita proxima determina dei sintomi principalmente renali con conseguente insufficienza renale acuta, oligo-anuria e lieve danno tubulare, mentre l’interessamento epatico risulta abbastanza modesto caratterizzandosi per un lieve incremento delle transaminasi solitamente reversibile.

Per il paziente è stato necessario un ricovero di venti giorni, ricorrendo a sedute di emodialisi a causa del danno renale acuto. Il danno renale determinato da questa particolare classe di funghi rientra in una sindrome recentemente definita “norleucinica” o nefrotossica che, almeno inizialmente, insorge con nausea e vomito, 10-12 ore dopo l’ingestione, e che successivamente determina una grave insufficienza renale acuta e lieve epatite associata

https://www.empillsblog.com/mushroom-poisoning-amanita-phalloides/

Mushroom Poisoning…Amanita Phalloides Di Roberta Terribile 18 Dicembre 2014

Due coniugi sui 70 anni, ieri sera hanno mangiato una intera pentola di funghi cotti, raccolti in un bosco nelle vicinanze. Stamattina hanno cominciato ad avere nausea, vomito, molti episodi diarroici con dolore addominale. Il micologo dopo avere attentamente esaminato e sezionato i funghi in questione comunica che si tratta diAmanita Phalloides. La sindrome falloidea si compone tipicamente di quattro fasi, Un periodo di latenza asintomatico di 5-24 ore, la fase gastrointestinale: caratterizzata da nausea, vomito, abbondante diarrea acquosa e dolore addominale, che dura di solito 12-24 ore e può determinare ipoglicemia, squilibri idro-elettrolitici, ipotensione. la funzionalità epatica e renale è normale. Se non si correla tale corteo sintomatologico con l’assunzione di funghi, questi pazienti vengono erroneamente e pericolosamente dimessi dal Pronto Soccorso con diagnosi di gastroenterite. Convalescenza apparente: si verifica tra le 36 e le 48 ore dopo l’ingestione dei funghi. I pazienti sembrano stare meglio, però, a fronte di un miglioramento sintomatologico a livello gastroenterico, risulta un incremento degli indici di funzionalità epatica e renale. Insufficienza epatica acuta: questa ultima fase si realizza abbastanza bruscamente. Il paziente si avvia verso la encefalopatia epatica con insorgenza di sindrome epatorenale. L’exitus avviene in 1-3 settimane a causa di: multiorgane failure, CID, convulsioni (effetto neurotossico dell’α-amanitina), oligoanuria e trombosi mesenterica.

Dopo il trasferimento in Rianimazione per innalzamento delle transaminasi e ipotensione, i pazienti non hanno avuto ulteriori complicanze, dopo il successivo ricovero in area medica e ripristino di indici di funzionalità epatica, sono stati dimessi. La severità del quadro clinico dell’intossicazione è correlata dalla quantità assunta, dal tempo intercorso tra l’ingestione e l’inizio del trattamento. I sintomi possono essere moderati fino ad un decorso fulminante e letale.

https://www.hindawi.com/journals/crihep/2011/936867/

Amanita bisporigera – Insufficienza epatica indotta: un caso fatale di ingestione di funghi e Sang Kim 1 1 New York Hospital Queens, Weill Medical College della Cornell University, 56-45 Main Street, Flushing, NY 11355, Stati Uniti

Donna di 53 anni che si è presentata al pronto soccorso lamentando grave nausea e vomito associati a crampi addominali e intensa diarrea iniziata nove ore dopo aver ingerito funghi selvatici da lei stessa raccolti. La specie responsabile è stata la Amanita bisporigera.

Nonostante sia trascorso un intervallo di tempo di nove ore dall’ingestione di funghi all’insorgenza dei sintomi la paziente ha comunque sviluppato un’insufficienza epatica fulminante ed è deceduta.  

https://journals.lww.com/md-journal/fulltext/2019/10110/mushroom_intoxication,_a_fatal_condition_in.70.aspx
Intossicazione da funghi, una condizione mortale nei bambini rumeni Due casi clinici Mărginean, Cristina Oana MD, PhD; Meliţ, Lorena Elena MD, PhD a, ; Mărginean, Maria Oana MD, PhD n Redattore(i): NA., un Dipartimento di Pediatria b Dipartimento di Cardiologia Pediatrica, Università di Medicina, Farmacia, Scienze e Tecnologia, Târgu Mures, Romania


Bambina di 9 anni ricoverata per dolore addominale, nausea, vomito e feci diarroiche dopo l’ingestione di funghi selvatici circa 24 ore prima del ricovero, inoltre presentava alterazioni dello stato generale, secchezza delle labbra e diminuzione del turgore cutaneo, dolorabilità addominale, vomito ripetuto e movimenti intestinali accelerati. Dati di laboratorio evidenziavano alterazioni della funzionalità renale ed epatica ed alterazioni della coagulazione glucosio ed elettroliti. La paziente ha presentato inoltre una crisi tonico-clonica in contesto di ipoglicemia ed è stata trasferita all’unità di terapia intensiva pediatrica, sviluppando successivamente anche un’emorragia digestiva.  la morte è avvenuta dopo circa 60 ore dal ricovero. Bambino di 5 anni, mostrava i sintomi della sorella a causa dell’ingestione di funghi selvatici, ma circa 24 ore dopo. L’esame clinico evidenziava stato generale alterato, pallore, labbra secche e ridotto turgore cutaneo, dolorabilità addominale e feci diarroiche. I Dati di laboratorio evidenziavano alterazioni della funzionalità renale ed epatica ed alterazioni della coagulazione ed elettroliti, anche in questo caso è stato necessario il trasferimento in terapia intensiva. La morte è avvenuta dopo circa 100 ore dal momento del ricovero 

Entrambi i pazienti sono morti nonostante tutti gli sforzi terapeutici. Sulla base dei sintomi, dell’evoluzione e dell’esito fatale dei nostri pazienti, molto probabilmente il tipo di fungo ingerito era A phalloides

https://www.acquaintpublications.com/article/amanita-phalloides-mushroom-poisoning-a-case-report

Journal Of Medical Case Reports E Case Series Avvelenamento da funghi Amanita Phalloides, un caso clinico Wael Hassan, Borsista di medicina intensiva, ospedale universitario St Vincent, Dublino, Irlanda.

Uomo di 24 anni si è presentato con sintomi gastrointestinali, vomito, diarrea e dolore addominale 10 ore dopo aver ingerito funghi selvatici. Successivamente, è progredito verso un’insufficienza epatica acuta attribuita ad avvelenamento da Amanita Phalloides e ha richiesto il trasferimento al centro regionale di trapianti di fegato

24 ore dopo l’inizio delle manovre terapeutiche la funzionalità epatica è migliorata ed il paziente è stato trasferito alla gestione a livello di reparto dopo 48 ore con un miglioramento continuo delle condizioni generali.

https://www.tandfonline.com/doi/full/10.2147/IMCRJ.S53773

Insufficienza epatica acuta causata da avvelenamento da funghi: un caso clinico e revisione della letteratura Abdulsamet Erden1 Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale di Formazione e Ricerca di Kayseri, Kayseri, Turchia Kubra Esmeray , 1 Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale di Formazione e Ricerca di Kayseri, Kayseri, Turchia Hatice Karagoz Samet Karahan , 1 Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale di Formazione e Ricerca di Kayseri, Kayseri, Turchia Hasan Hüseyin Gümüşçü , 1 Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale di Formazione e Ricerca di Kayseri, Kayseri, Turchia Mustafa Başak , 1 Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale di Formazione e Ricerca di Kayseri, Kayseri, Turchia Ali Çetinkaya , 1 Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale di Formazione e Ricerca di Kayseri, Kayseri, Turchia Deniz Avci, 1 Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale di Formazione e Ricerca di Kayseri, Kayseri, Turchia & Orhan Kürşat Poyrazoğlu, 2 Dipartimento di Gastroenterologia, Ospedale di formazione e ricerca di Kayseri, Kayseri, Turchia

Un paziente maschio di 63 anni è stato ricoverato al pronto soccorso con debolezza, nausea, vomito e diarrea. Dopo specifiche domande, ha riferito di aver ingerito diversi funghi selvatici circa 36 ore prima. Nausea, vomito e diarrea gravi si sono manifestati 7-8 ore dopo l’ingestione. La specie responsabile in questo caso è stata la Amanita phalloides

Nonostante il ricovero in ambiente intensivo ed il trattamento, il paziente ha avuto un rapido deterioramento delle funzioni vitali con conseguente morte

La consultazione della banca dati PubMed inserendo le parole chiave, libere e MeSH, con le citate stringhe di ricerca, ha portato ai risultati come di seguito riportati.

Tab. 3

FonteTitoloSintesiConclusioni

Chirurgia medica acuta .27 settembre 2019;7(1): e460.  doi: 10.1002/ams2.460. eCollection 2020 gennaio-dicembre Yukio Sato12, Hisakuni Tomonari1, Yasushi Kaneko1, Kikuo Yo1 1Dipartimento di medicina d’urgenza e di terapia intensiva Ospedale della città di Hiratsuka Hiratsuka Giappone. 2Dipartimento di Medicina d’Urgenza e di Terapia Intensiva Keio University School of Medicine Tokyo Giappone.
Avvelenamento da funghi con Scleroderma albidum : un caso clinico con revisione della letteratura

Un uomo di 66 anni lamentava disturbi visivi, vertigini, bradicardia e shock. Aveva mangiato un fungo che cresceva nel suo giardino, 30 minuti prima di arrivare al nostro ospedale.

Dopo il trattamento il paziente è rimasto in stato di shock per <2 ore. È stato ricoverato in osservazione e dimesso dopo 2 giorni senza complicazioni. lo Scleroderma albidum ha causato effetti muscarinici; erano evidenti anche caratteristiche di tossicità sul sistema nervoso centrale

Acta Biomed .23 gennaio 2014;84(3):229-33. Ivan Comelli , Giuseppe Lippi , Attilio De Blasio , Gianfranco Cervellin1 1Pronto Soccorso, Ospedale Universitario di Parma, Parma, Italia. gcervellin@ao.pr.it.
Avvelenamento accidentale da funghi che simula un ictus. Un caso clinico e una revisione della letteratura

Un uomo di 64 anni è stato portato al Pronto Soccorso per un incidente stradale. Al momento della presentazione è stato trovato diaforetico, ipoteso, bradicardico e leggermente confuso. non sono stati osservati segni di trauma. Il paziente presentava debolezza degli arti destri e grave miosi bilaterale. La moglie ha riferito che il marito ha mangiato i funghi che lei aveva raccolto personalmente 2 ore prima del viaggio.

Tra la miscela di funghi mangiata dal paziente, un micologo identificò l’Armillaria Mellea (un fungo commestibile) e in particolare l’Inocybe Fastigiata, un fungo tossico contenente muscarina, facilmente confondibile con Armillaria. Dopo osservazione e reidratazione orale, il paziente è stato dimesso.

Clin Med (Londra) .2023 lug;23(4):417-419.  doi: 10.7861/clinmed.2023-0103. Sì, Chan Maung1, Madhavan Hennessey2, Raghunath Kadiyala2 1Ospedale Stoke Mandeville, Aylesbury, Regno Unito ayechan.maung@nhs.net. 2Ospedale Stoke Mandeville, Aylesbury, Regno Unito.
Avvelenamento accidentale da funghi colorati: delirio, delusioni e sogni

Donna che presentava un’insorgenza acuta di delirio in seguito all’ingestione di funghi Amanita muscaria per effetto ansiolitico

Eseguita terapia di supporto e dimessa 24 ore dopo la presentazione dei sintomi, la specie responsabile è stata la amanita muscaria

DISCUSSIONE

Nel paziente intossicato la sintomatologia ed il suo tempo di insorgenza possono variare in relazione alla quantità di funghi assunta ed alla/e specie. È possibile affermare che può essere considerata una situazione tempo dipendente, la cui precoce identificazione e diagnosi potrebbe influenzare il trattamento medico e l’outcome del paziente, che talvolta può andare incontro a danni d’ organo irreparabili, emodialisi, trapianto d’organo e che può sfociare nella morte del paziente.

Nei casi pediatrici, occorre porre maggiore attenzione e lo stesso vale per le donne in gravidanza. Anche nel caso di pazienti con patologie complesse pre-esistenti si può valutare l’attribuzione di un codice rosso in fase di Triage.

I rischi legati al consumo di funghi possono essere in gran parte evitati con la prevenzione, difatti il Ministero della Salute, in collaborazione con il Centro Antiveleni di Milano, ha prodotto un decalogo di buone norme da seguire per prevenire l’intossicazione da funghi:

  • Non consumare funghi non controllati da un micologo
  • Consumare quantità moderate
  • Non somministrare ai bambini
  • Non ingerire in gravidanza
  • Consumare solamente se in perfetto stato di conservazione
  • Consumare i funghi ben cotti e masticare correttamente
  • Sbollentare i funghi prima del congelamento e consumarli entro 6 mesi
  • Non consumare funghi raccolti lungo le strade, vicino a centri industriali e coltivati (pesticidi)
  • Non regalare i funghi raccolti, se non controllati da un micologo
  • Nei funghi sottolio si può sviluppare la tossina botulinica

CONCLUSIONI

L’intossicazione da funghi rappresenta quindi una situazione di emergenza-urgenza, che può essere caratterizzata da un elevato rischio evolutivo ed ogni evento, anche se il paziente si trova in stato di benessere, va considerato rischioso fino a prova contraria, tenendo conto che alcune tra le più letali forme di intossicazioni possono verificarsi dopo molte ore e che talvolta una precoce comparsa dei sintomi può mascherare forme più gravi che possono essere associate al consumo di più specie contemporaneamente. 

L’approccio al paziente intossicato è un approccio complesso, che richiede in primis un corretto inquadramento dell’equipe extraospedaliera e/o una corretta attribuzione del codice di priorità dall’infermiere di Triage, una precoce presa in carico dal medico di pronto soccorso e una rapida attivazione del micologo per poter procedere alla corretta identificazione della specie responsabile, nonché terapia di supporto e/o ripristino delle funzioni vitali, consulenza al CAV ed infine diagnosi e trattamento, non esiste un antidoto per l’intossicazione da funghi. 

BIBLIOGRAFIA

  1. Assisi F. I funghi: guida alla prevenzione delle intossicazioni. Litogì, Milano, 2012
  2. Linee di indirizzo regionali per il triage in pronto soccorso, ai sensi della dgr 1129/2019
  3. Locatelli C. Linee generali per la gestione del paziente intossicato, CAV Pavia
  4. Olson Kent R. Intossicazioni acute Veleni, farmaci e droghe. Springer; 2009
  5. european resuscitation council. advanced life support, irc edizioni, 2015
  6. maurizio chiaranda, urgenze ed emergenze, istruzioni.,piccin.quarta edizione,2020
  7. GFT GRUPPO FORMAZIONE TRIAGE. Triage Infermieristico. Mc GRAW HILL. quarta edizione,2019
  8. Mc Graw Hill, Tintinnalli’s manuale di medicina d’ urgenza, ottava edizione, 2019

SITOGRAFIA

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  4. https://tg24.sky.it/cronaca/2023/11/16/avvelenamento-funghi-treviso
  5. https://www.ilsecoloxix.it/imperia/2023/11/15/news/coppia_intossicata_grave_per_aver_raccolto_e_cucinato_i_funghi_trovati_in_giardino-13861091/?callback=in&code=YJYZNJLHZWETODQ5ZS0ZNZZHLWE3NZKTZDEYZJNKMDG0OTC5&state=db701a3dd96f4d03b942f4a4d31c3a05
  6. https://tg24.sky.it/mondo/2023/08/08/australia-funghi-velenosi-morti
  7. https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2023/11/21/news/elba-intossicati-dal-risotto-all-amanita-falloide-in-cinque-finiscono-al-pronto-soccorso-1.100425932
  8. https://www.regione.lazio.it/sites/default/files/2021-04/Manuale-Triage-tml-rev-03-ottobre.pdf
  9. https://www.empillsblog.com/mushroom-poisoning-amanita-phalloides/
  10. https://giornaleitalianodinefrologia.it/en/2023/06/40-03-2023-06/
  11. https://www.hindawi.com/journals/crihep/2011/936867/
  12. https://journals.lww.com/md-journal/fulltext/2019/10110/mushroom_intoxication,_a_fatal_condition_in.70.aspx
  13. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.2147/IMCRJ.S53773

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