Gestione del parto precipitoso: se il bambino non aspetta l’ambulanza

VOL. 2 | ISSUE 02 | 2022

DOI ON ASSIGNMENT

ISSN 2674-0028

Titolo originale: Il parto precipitoso: se il bambino non aspetta l’ambulanza

Autori:

  • Elisa Nava – Infermiera di area critica | Centrale Operativa 118 Area Emilia Est
  • Juliette Masina – Infermiera di area critica | Centrale Operativa 118 Area Emilia Est
  • Giorgia Ghedini – Infermiera Centrale Operativa 118 Area Emilia Est
  • Guglielmo Imbriaco -Infermiere di area critica | Centrale Operativa 118 Area Emilia Est

Introduzione

Il 2021 ci ha insegnato la veridicità del detto popolare secondo il quale “Quando un bambino vuole nascere, lo fa” indipendentemente da dove si trovi la mamma. Solo nell’anno appena trascorso, la Centrale Operativa 118 Emilia Est si è trovata a gestire una decina di parti precipitosi, garantendo un buon livello di assistenza, anche in queste situazioni di emergenza non considerate “ordinarie”. Questo è stato possibile grazie alla presenza all’interno della centrale, dell’Istruzione Operativa IO 55-2021 che contiene anche le Istruzioni Pre Arrivo (IPA) per l’assistenza al parto. Inoltre, quando è stato possibile, si sono messe in campo ancora una volta le abilità tecnologiche degli infermieri, che hanno attivato una videochiamata tramite la piattaforma dedicata.

Le IPA, in questo caso, hanno una duplice valenza:

  1. attraverso la somministrazione di un’intervista dedicata, permettono l’identificazione dei fattori che indicano un parto a rischio e/o precipitoso;
  2. contengono la descrizione di una serie di istruzioni da far eseguire durante la fase espulsiva, i primi minuti dopo la nascita (compresa la risoluzione di eventuali giri di cordone o disimpegno della spalla) e durante il secondamento.

Queste IPA sono state prodotte semplificando Linee Guida internazionali relative al parto in emergenza sul territorio, validate da esperti e vengono riviste e revisionate periodicamente.

  • L’intervista base che viene fatta per capire se si può trattare di un parto a rischio e/o precipitoso, è composta da sette semplici domande che vertono su questi elementi:
    • età gestazionale
    • anamnesi della donna ed andamento della gravidanza
    • monitoraggio di perdite di liquido o ematiche
    • parto singolo o gemellare
    • posizione del feto all’ultima ecografia

Porre, con ordine, queste domande ci permette di identificare la gravità dell’evento e di inviare dunque i mezzi più idonei. Una volta individuata e registrata l’emergenza sul nostro sistema operativo, la mission dell’infermiere di centrale, rimane quella di procedere con le IPA ed erogare assistenza nel miglior modo possibile.
Il problema principale delle situazioni che ci siamo trovati ad affrontare, è stato quello logistico: si è passati da una comoda camera da letto, al parcheggio sotto casa in una notte d’inverno, passando per la piazzola d’emergenza dell’autostrada A13. Inoltre, un aspetto da non sottovalutare è quello emotivo: sia per l’infermiere che per la puerpera.

Il parto in ambulanza (fonte immagine Dire.it)

La donna, normalmente, passa buona parte della gravidanza a programmare ed immaginare come si svolgerà quello che diventerà indubbiamente uno dei momenti più importanti della sua vita: un lettino articolato comodo fatto apposta, una o più ostetriche a disposizione, culla pronta, ambiente caldo e protetto, magari anche con musica d’accompagnamento. Poi però il bambino decide che è ora e la mamma si vede improvvisamente stravolgere i piani.
Questo aspetto la mette in una condizione di profondo timore, per se stessa e per il suo bambino. Avere, dall’altra parte del telefono, un professionista che si dimostri in grado di farsi carico di quel momento e di guidare i quasi genitori, può fare realmente la differenza per tutti. I padri, per quanto empatici e presenti, non sono mai pronti ad assistere la donna in maniera così attiva e saperli coinvolgere con calma e fermezza è probabilmente la chiave per la buona riuscita dell’evento.

Case report

Il 6 novembre 2021, nella prima parte del turno di notte, l’infermiera si è trovata ad assistere telefonicamente una ragazza terzigravida. Nella chiamata, arrivata alle 23:34, la ragazza pensava di parlare con il pronto soccorso dell’ospedale dove aveva scelto di partorire e chiedeva se fosse possibile avere una sedia nel parcheggio perché stava arrivando insieme al marito e sentiva che il parto era abbastanza vicino.
Si è immediatamente provveduto ad identificare il target dell’evento e con le poche domande mirate, si è potuto capire che non sarebbe stato sicuro, per la ragazza ed il suo bambino, procedere con l’auto verso l’ospedale: la ragazza aveva infatti contrazioni molto forti e ravvicinante e, soprattutto, sentiva l’impellente necessità di spingere.

Il servizio è stato registrato ed i mezzi, ambulanza ILS ed Automedica, sono stati inviati alle 23:36.
Non è stato semplice spiegare alla ragazza che non doveva mettersi in macchina, ma che sarebbe stata aiutata a distanza perché era evidente che stava, effettivamente, per partorire.

L’infermiera ha chiesto alla paziente di attivare la videochiamata per mostrarle cosa stesse succedendo, ma la luce era molto scarsa e le immagini decisamente poco nitide. Questo non ha comunque ostacolato l’infermiera e, facendo tenere il telefono in vivavoce, ha fornito le istruzioni necessarie a lei ed al marito.

Alle 23.42, con un tanto forte quanto breve urlo, il piccolo ha salutato la sua mamma.
Il pianto si è però interrotto velocemente perché l’ambiente era molto freddo. La collega ha dunque consigliato alla ragazza di chiudersi in macchina con il riscaldamento acceso, i vetri chiusi e di avvolgere il bambino con la sua sciarpa in modo da dispendere meno calore possibile. Le immagini erano ancora decisamente poco nitide, ma la donna era molto collaborativa e ha descritto molto bene la situazione: mobilità e tono del bambino, colorito della pelle e delle labbra. Il neonato emetteva solo suoni deboli, anche se constanti, proprio perché aveva subito un importante sbalzo termico. La mancanza di un pianto forte e deciso è sicuramente ciò che ha tenuto più in allerta l’infermiera durante la restante parte della telefonata.

Alle 23.48 sono arrivate automedica ed ambulanza in contemporanea, hanno proceduto al riscaldamento del bambino, alle valutazioni dei paramenti vitali dei due pazienti e li hanno poi trasportati in sicurezza nel vicino ospedale. Il neonato è stato tenuto qualche ora in termoculla, per ristabilire un’adeguata temperatura corporea e poi è stato riunito alla mamma ed insieme sono stati dimessi in perfetta salute 2 giorni dopo il ricovero.

Conclusioni

Ancora una volta, in queste che possono essere situazioni molto complicate, si evidenzia l’importanza di avere uno strumento unico e condiviso, fruibile a tutti, che limiti quanto più possibile i personalismi e che dia la possibilità di garantire la somministrazione di istruzioni basate su principi scientifici. La rapidità di consultazione, la precisione delle domande sottoposte al chiamante e la semplicità delle istruzioni descritte, fanno in modo che la maggior parte delle persone possa comprendere quello che viene detto dagli infermieri di Centrale Operativa.

Infine, si evidenza nuovamente come la tecnologia, pur con i limiti noti a tutti (assenza di copertura di rete, scarsa abilità tecnologica da parte del chiamante, ansia e paura da parte di chi non conosce questo sistema), possa essere un valore aggiunto alla prestazione professionale dell’infermiere senza che il suo lavoro sia esclusivamente vincolato ad essa. 

Bibliografia

  • Raccomandazioni intrapartali OMS per esperienza positiva della nascita”, 2018
     “RCP NEONATALE” ERC, 2021
  • “Specialist ambulance nurses’ experiences of births before arrival” – Anna-Carin Persson , Åsa Engström,  Oskar BurströmPäivi Juuso
  • “Women’s experiences of unplanned pre-hospital births: A pilot study”- Elina Svedberg Ulrica Strömbäck,Åsa Engström 
  • GESTIONE DEL PARTO PRETERMINE” – Giancarlo Conoscenti, Luana Danti, Giancarlo Di Renzo, Maria Teresa Gervasi, Anna Locatelli, Luigi Orfeo, Anita Regalia – Fondazione Confalonieri Ragonese

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