Emorragie esterne dello scalpo: una causa di shock sottovalutata?

ISSUE 03 | VOL 05 | Y. 2023

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ISSN 2674-0028

Emorragie esterne dello scalpo: una causa di shock sottovalutata?

Autori: S.Cini(1), S.Barbadori(1), M.Mandò(1), L.Lippa(2), C.Garofalo(1), S.Pacchi(1), D.Giovannone(1), G.Sbrana(1)

(1) Dipartimento Emergenza Urgenza, Azienda USL Toscana Sud Est
(2) Dept of Neurosurgery ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano

Le ferite dello Scalpo, spesso sottovalutate, sono ferite insidiose che nel paziente adulto come nel pediatrico rischiano, se non adeguatamente trattate, di diventare vere e proprie cause di shock emorragico. La tempestività nel loro trattamento e la scelta dell’approccio emostatico corretto, giocano un ruolo fondamentale in questo genere di emergenze.

Nonostante il suo ridotto spessore, il cranio è rivestito da molteplici strati tra cui:

  1. Cute
  2. Tessuto Connettivo
  3. Galea aponeurotica
  4. Tessuto connettivo lasso
  5. Pericranio

Negli eventi lesivi del cuoio capelluto, gli strati più esterni (Cute, tessuto connettivo e Galea aponeurotica) scivolano come un unico blocco sui sottostanti annessi anatomici andando a lacerarsi con estrema facilità.

Per quanto concerne la vascolarizzazione, lo scalpo è decisamente ricco di vasi sanguigni più o meno “profondi” e di diametri vari. Come si può constatare dall’immagine sottostante, esternamente, il cranio potrebbe essere definito come un fitto ed esteso reticolo di anastomosi dei principali vasi arteriosi e venosi che lo raggiungono; costituendo nelle ferite maggiormente estese una fonte abbondante di perdita ematica, tale da esporre il paziente ad un concreto rischio di shock ipovolemico.

Tali ferite, principalmente riscontrate nell’incidentistica stradale in pazienti non adeguatamente assicurati al veicolo, passano spesso in secondo piano rispetto ad una corretta gestione delle vie aeree e delle altre criticità cliniche che esso potrebbe presentare vista la dinamica considerevole del trauma riportato1, proprio per tale motivo vengono definite “cause occulte” di shock emorragico2.

Immagine da Saint John’s department of Emergency Medicine
(A) Lacerazione dello scalpo estesa all’aponeurosi
(B) Frattura associata alla ferita dello scalpo

Il trattamento

La consapevolezza clinica del professionista intervenuto sullo scenario è fondamentale per prevenire il rischio di shock del paziente. Gli interventi da attuare in questo genere di lesioni sono molteplici e sono tutti volti a limitare per quanto possibile i rischi primari e secondari strettamente correlati a questo genere di lesioni ed alla loro delicata posizione anatomica.

Il trattamento primario riguarda la rimozione immediata di corpi estranei (se presenti) e la conseguente scelta della miglior strategia emostatica attuabile. In alcuni casi, il raggiungimento dell’obiettivo emostatico è dato da strategie come la compressione in-situ associata a farmaci vasocostrittori ad uso locale. Nel caso in cui tale strategia non fosse applicabile o risultasse non adatta al tipo di lesione, occorre praticare una sutura emostatica d’emergenza2.

Un nuovo approccio al trattamento di tali ferite, riguarda l’applicazione di un dispositivo medico di emergenza conosciuto come iT-Clamp, il cui funzionamento teorico è mostrato nel video sottostante.

Questo dispositivo, facilmente (e velocemente applicabile) dal funzionamento intuitivo, offrirebbe un nuovo modo di approcciare e trattare in fase primaria le suddette ferite3

L’esperienza Italiana

Nella Regione Toscana, come si evince dall’immagine sottostante tratta dal Paper allegato all’articolo, si evince come tali emergenze non siano poi così rare ed insolite. Si evince altresì come in alcuni casi, sia stata necessaria l’attivazione del protocollo Blood On Board per trasfusioni di emergenza volte a fornire al paziente un adeguato reintegro volemico nei casi di emorragie maggiori.

Bibliografia

(1) Turnage B, Maull KI. Scalp laceration: an obvious ‘occult’ cause of shock. South Med J. 2000

(2) Lemos MJ, Clark DE. Scalp lacerations resulting in hemorrhagic shock: case reports and recommended management.

(3) Mckee JL, Mckee IA, Ball CG, Tan E, Moloff A, McBeth P, LaPorta A, Bennett B, Filips D, Teicher C, Kirkpatrick AW. The iTClamp in the treatment of prehospital craniomaxillofacial injury: a case series study. J Inj Violence

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