Case Report: OHCA con verricellaggio HEMS durante applicazione della mechanical CPR

ISSUE 03 | VOL 05 | Y. 2023

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ISSN 2674-0028

Case Report: OHCA con verricellaggio HEMS durante applicazione della mechanical CPR

Case Report a cura di: D.Baldelli, S.Compatti, E.Lazzarini, F.Masullo*

BASE DI ELISOCCORSO BERGAMO; *Ospedale di Sondrio

INTRODUZIONE:

Si stima che l’incidenza di arresti cardio circolatori in ambiente extra-ospedaliero (noti come OHCA) oscilli tra i 67 ed i 170 casi su 100.000 abitanti per anno. Tra questi, la probabilità di sopravvivenza è rappresentata da un valore medio dell’8% con variazioni statistiche comprese tra 0 e 18%.

La gestione dell’arresto cardiaco pre-ospedaliero rimane ad oggi una delle sfide maggiormente dibattute nel campo sanitario. Nella gestione di una simile condizione, le variabili in gioco sono molteplici. Si passa dall’anamnesi stessa del paziente alla presenza o meno di bystanders, passando per la posizione del target e la presenza o meno di un DAE nelle vicinanze. Sono molti i fattori in gioco che contribuiscono a generare una percentuale maggiormente favorevole in termini di outcome dei pazienti.

Una delle complicanze maggiori nella gestione degli OHCA, riguarda proprio il lugo in cui essi si verificano. In un contesto ospedaliero, l’ACC viene spesso testimoniato ed è sempre a disposizione un sanitario istruito nelle vicinanze, pronto ad avviare la catena della sopravvivenza “sanitaria” e non “laica”, adottando tutti gli strumenti avanzati disponibili. In un contesto extra-ospedaliero, un ACC può verificarsi in molteplici luoghi, più o meno impervi. I soccorritori per raggiungere il paziente, devono basarsi sulle indicazioni dei bystanders, non sempre adeguate e precise per raggiungere il Target in tempi brevi.

Se si pensa ad un contesto extra-urbano o addirittura montano, il tutto viene complicato ulteriormente poiché i fattori in gioco si moltiplicano. Abbiamo deciso dunque di pubblicare un case-report fornito dai colleghi della Base HEMS di Bergamo, intervenuti su un ACC in quota.

Il resoconto della missione

Il giorno 18 Giugno 2022 alle ore 16.54 la SOREU Alpi riceve una chiamata di emergenza proveniente dal comune di Grosio, su un sentiero a quota 2400mt. La richiesta di soccorso è per un uomo di 56 anni con dolore toracico ad insorgenza improvvisa. Alle ore 17.02, la stessa SOREU, effettua il dispatch per l’Elisoccorso di Bergamo, in rientro da altro servizio.

All’arrivo del personale HEMS sul target, si presentano 4 motociclisti tra cui il paziente, intenti a fare segnali all’equipaggio. L’équipe sanitaria, in concerto con la componente aeronautica, decide di effettuare uno sbarco in Hovering al fine di raggiungere il paziente nel più breve tempo possibile.

Non appena il personale sanitario raggiunge il paziente, nota che quest’ultimo è in Gasping con assenza di polso centrale. Si iniziano immediatamente le manovre rianimatorie ed alle ore 17.25 viene collegato il monitor defibrillatore. Il primo ritmo di presentazione, risulta essere FV.

Il tecnico CNSAS, richiede via radio al personale a bordo dell’elicottero di effettuare un Touch and Go per la consegna del Lucas e della bombola di ossigeno, al fine di iniziare le manovre di rianimazione avanzata sul paziente, garantendo ossigenazione ottimale e corretta esecuzione delle compressioni toraciche esterne.

Durante la rianimazione, il paziente non risulta essere midriatico e occasionalmente manifesta movimenti spontanei ed occasionali, mantenendo a monitor il ritmo di presentazione (FV). Per tale motivo, si continua la rianimazione secondo protocollo con ulteriori defibrillazioni.

Viene somministrata Adrenalina 1mg ogni 4-5 minuti ed Amiodarone 300mg. Il paziente viene dunque intubato previa sedazione e curarizzazione. Alle ore 17.55 il paziente presenta ROSC e viene quindi allertata la SOREU per concordare la corretta strategia di ospedalizzazione. Nel frattempo, il paziente viene predisposto al verricellaggio.

Alle ore 17.58, il paziente torna nuovamente in FV e viene ulteriormente massaggiato e defibrillato 2 volte in attesa dell’elicottero per l’evacuazione con verricello. Per evitare la rotazione della barella causata dalla mancata chiusura del sacco (a causa della presenza del Lucas), l’elicottero effettua una verricellata di 2mt. Visti i risultati dell’End Tidal CO2, passati da 14 a 24mmHg, si procede con la rianimazione.

Nella fase di valutazione delle cause dell’arresto, si riscontra da tracciato e sintomatologia pre-arreso la presenza di uno STEMI. A tal proposito, l’équipe sanitaria somministra Flectadol 250mg EV ed Eparina (5000UI). All’arrivo presso il PS di Sondrio, alle ore 18,30, sono presenti ambedue i polsi, sia centrale sia periferico. La PA del paziente si attesta attorno ai 110/70mmHg ed all’ECG viene diagnosticato uno STEMI anteriore esteso con ipocinesia del Ventricolo Sinistro, riscontrata mediante Eco-cardio. L’EGA riporta una condizione di Acidosi Metabolica con lattati pari a 10mmol/L.

Alle ore 19,10 il paziente accede in sala emodinamica e si riscontra un’ostruzione completa della Discendente Anteriore. Dopo l’esecuzione della PTCA + DES il paziente viene ammesso in Rianimazione dove il decorso appare regolare e senza episodi di rilievo. Il paziente, viene dunque estubato il giorno successivo alle ore 16,00. Il giorno 20/06, il paziente viene trasferito, sveglio, presso l’UTIC dove ringrazia vocalizzando senza difficoltà l’intera squadra intervenuta nel soccorso.

Conclusioni

L’esito positivo di questa missione è sicuramente dovuto ad una catena del soccorso efficace.
La disponibilità di presìdi quali il massaggiatore automatico oltre al monitor defibrillatore e al rilevatore di ETCO2 hanno permesso al personale sanitario altamente formato di trattare il paziente per un lungo periodo in un luogo impervio. Convinti di un possibile esito favorevole dettato dal fatto che il no flow era stato di brevissima durata e che il paziente aveva mantenuto un respiro spontaneo sotto massaggio con presenza di movimenti spontanei, la missione si è tradotta in un successo per l’équipe aeronautica e sanitaria nonché per il paziente stesso, sopravvissuto senza deficit neurologici.

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